Ormai lo sapete, mi piace portarvi con me alla scoperta delle eccellenze vitivinicole italiane e questa volta la passione mi porta a Manduria, la terra dei Messapi nella mia bellissima Puglia e precisamente a Masseria Cuturi, una struttura del 1600 recentemente recuperata dalla Famiglia Rossi-Chauvenet, che racchiude al suo interno una cantina, un albergo, un ristorante e un sito archeologico.

Insomma, una struttura ricettiva a 360°, che rispetta appieno i principi dell’eco-sostenibilità e che quest’anno ha aggiunto la novità del glamping con tende in cotone biologico, dove è possibile pernottare immersi nella natura.

Una peculiarità che ho adorato è stata la sapiente salvaguardia della storia dei luoghi, con il recupero e il mantenimento dei materiali originali in molte zone della struttura, come i pavimenti e la cucina a legna della casa padronale. Anche all’esterno, rustico ma curato, si respira aria di autenticità con il mantenimento dell’erba spontanea, del bosco, dei vigneti, dove la natura contribuisce a creare un clima rilassante e appagante per i sensi.

A Masseria Cuturi, grande spazio viene dato al mondo del vino, con tanti progetti che ruotano intorno ad esso come il Wine Resort, Wine Tour, Wine Tasting, Wine Glamping e il Wine-Nic. La centralità del vino viene confermata anche dalle prime parole di accoglienza in Masseria: “Benvenuti nella nostra Cantina”.

1881 è il numero che capeggia in ogni angolo di Masseria Cuturi ed è la data che segna l’inizio di tutto con l’impianto delle prime barbatelle di Primitivo ad opera della Contessa Sabini di Altamura nella fertile conca d’oro, divenuta da allora la culla del Primitivo di Manduria.

Uva vitigni principe: Primitivo di Manduria, Negroamaro e Minutolo.

Quattro i vini degustati durante il tasting, ma vi parlerò di quello che fra tutti mi ha colpito per tipicità e carattere: Chidro, che prende il nome dal fiume sotterraneo che attraversa tutta la tenuta e che rende fertile questo territorio, apparentemente arido per via del clima torrido estivo.

Chidro, Primitivo di Manduria IGT

Fermentazione alcolica e malolattica in acciaio, affinamento in botti piccole per 1 anno.
Colore rosso rubino compatto, limpido e consistente.
Finezza assoluta data da intensità e complessità olfattive.
A dominare sicuramente il fruttato: mirtillo, prugna disidratata e in confettura;
l’Etereo: ceralacca;
il Floreale: viola di campo;
lo Speziato: cardamomo;
un bel finale Balsamico: macchia mediterranea, salvia.

In bocca è secco, caldo, morbido, moderatamente fresco. Tannino presente ma vellutato, piacevole sapidità.
Corpo pieno, gusto equilibrato, intenso, sufficientemente persistente, qualità fine.
Stato Evolutivo: pronto; decisamente tipico.

Ci tengo a ringraziare Dalila, ormai la mia compagna in ogni visita della serie #duebiondematteeunacantina per l’entusiasmo, Maria per la disponibilità e la cortesia dimostrata fin dal momento della prenotazione, Camilla per la gentile ospitalità e in ultimo, ma non per importanza, Giovanna per il sorriso e la cordialità che ci hanno accompagnati per tutto il tour, oltre che per la passione palesata dalle sue parole e dalla luce negli occhi quando parla di Masseria Cuturi.

E come darle Torto, Masseria Cuturi è un piccolo angolo di Paradiso sulla Terra.